LUTTO, ELABORAZIONE E RITI DI PASSAGGIO

LUTTO, ELABORAZIONE E RITI DI PASSAGGIO

Quando parliamo di lutto ci riferiamo allo stato emotivo in cui ci troviamo quando perdiamo qualcuno con cui avevamo una stretta relazione.

In psicologia possiamo identificare con il costrutto del  lutto tutto quell’insieme di forti sentimenti e stati mentali che derivano da esperienze di perdita e che generano forti sofferenze, e hanno un grande impatto psicologico, andando a modificare le abitudini di vita delle persone che lo vivono.

Nella lingua italiana si possono distinguere i termini di lutto, riferito all’esperienza, e cordoglio, riferito al dolore.

Diversamente, nella lingua inglese, troviamo maggiori terminologie che contraddistinguono diversi momenti, come:

  • bereavement, ossia la perdita per decesso,  
  • grief, riferito ai comportamenti e ai sentimenti legati alla perdita
  • mourning, riferito a tutte quelle espressioni sociali in risposta alla perdita e al cordoglio, compresi i riti funebri.

Perdere una persona cara fa parte di tutte quelle esperienze con le quali ognuno di noi si deve confrontare nel corso della vita.

Queste esperienze ci fanno sperimentare la nostra totale impotenza al riguardo, generando sentimenti di dolore,colpa, agitazione, disorientamento e rabbia.

Tali emozioni rappresentano una risposta “normale” e “sana” alla perdita, ma ognuno di noi reagirà in modo diverso, in quanto siamo tutti diversi tra noi.

Nonostante ognuno di noi vive il lutto in maniera soggettiva, esistono determinate fasi che lo “regolano” .

In letteratura diversi autori si sono interrogati sul lutto e sulla sua rielaborazione e tra i vari studi sono state individuate diverse fasi, che si caratterizzano per le emozioni di base che le caratterizzano:

1. La fase della NEGAZIONE

Questa fase  è caratterizzata da momenti di stordimento ed è il momento che più di tutti caratterizza il rifiuto nei confronti della perdita. Tale rifiuto viene considerato un meccanismo di difesa che la persona mette in atto per “proteggersi” da un fortissimo dolore.

 2. La fase  della RABBIA

In questa fase la persona sperimenta la rabbia per la perdita, vissuta per lo più come un’ingiustizia. Questo è un momento molto delicato il quale può coincidere con il momento della richiesta di aiuto o, al contrario, con la massima chiusura e ritiro in se stessi.

3. La fase della NEGOZIAZIONE

In questa fase la persona inizia pian piano a prendere coscienza dell’irreversibilità della perdita e di quanto accaduto. Si inizieranno a ipotizzare strategie e modi per riprendere in mano il controllo della propria vita, seppur alternando momenti di sconforto.

4. La fase della DEPRESSIONE

In questa fase, dopo aver preso coscienza della perdita, la persona può arrivare a sperimentare una profonda depressione per quanto accaduto. Anch’esso è un momento molto delicato in quanto la persona si rende perfettamente conto di ciò che la perdita ha comportato nella sua vita.

5. La fase dell’ACCETTAZIONE

In questa fase, la persona accetta l’accaduto e si “riappacifica” con esso. Si potrebbero alternare momenti di moderata depressione con altrettanti momenti in cui si ha voglia di riprendere il contatto con la vita.

A questo punto la perdita della persona cara rimarrà un evento molto triste, doloroso e irreversibile, ma la persona inizierà a ripensare al futuro ed ai propri progetti di vita.

È importante parlare di FASI e non di STADI in quanto esse possono manifestarsi in maniera differente da persona a persona e con tempi molto personali e soggettivi.

Inoltre è possibile anche che queste si ri-manifestino in momenti successivi e con diverse intensità proprio perché l’aspetto emotivo non segue precise regole.

Per quanto riguarda le reazioni al  lutto, esse si differenziano in reazioni immediate  e reazioni nel lungo termine e possono essere  di diversa natura, ossia:

  • Corporee;
  • Emotive;
  • Mentali/Cognitive;
  • Spirituali;
  • Sociali.

Tra le possibili ripercussioni sul corpo potremmo trovare:

  • Una modifica della sensibilità e delle percezioni corporee,
  • Possibile inquietudine motoria oppure passività,
  • Aumentato bisogno di sonno oppure insonnia,
  • Pericolo di dipendenza da medicinali o da alcool,
  • Perdita dell’appetito,
  • Disturbi cardiaci o circolatori,
  • Disturbi gastrici e intestinali,
  • Senso di oppressione al petto,
  • Dispnea,
  • Apatia.

Per quanto riguarda le reazioni emotive possiamo trovare emozioni quali:

  • Irrequietezza,
  • Paura,
  • Vuoto,
  • Senso di impotenza,
  • Choc,
  • Disperazione,
  • Solitudine,
  • Senso di incomprensione,
  • Autocommiserazione,
  • Complesso di inferiorità,
  • Sofferenza.

Ma anche emozioni quali:

  • Odio,
  • Collera,
  • Senso di colpa,
  • Rabbia,
  • Indifferenza,
  • Gioia,
  • Riconoscenza,
  • Amore,
  • Sollievo,
  • Liberazione.

Questi ultimi sentimenti, in parte contradditori, possono comparire anche insieme e suscitare sconcerto nelle stesse persone in lutto e in chi sta loro accanto.

Il lutto influisce anche sul modo di pensare.

Le persone colpite dal lutto possono perdere l’orientamento ed essere assalite dalla necessità di ricercare sicurezza, chiarimento per ciò che non è comprensibile.

Alcune persone cercheranno di reprimere la realtà dei fatti, gettandosi a capofitto nel lavoro.

Altri potranno sentire fortemente l’impulso di sostituire al più presto la persona persa.

I ricordi legati ai  tempi che hanno preceduto la perdita della persona cara condizionano in diversi modi i pensieri delle persone in lutto.

Potrebbero presentarsi altresì delle circostanze tali da rendere l’elaborazione del lutto difficile, e ciò si potrebbe verificare quando:

  • Diversi lutti colpiscono una persona in un breve lasso di tempo;
  • Un vecchio lutto non elaborato si inserisce in uno nuovo;
  • Non viene permesso di parlare del/la defunto/a;
  • E’ stato impedito o non è stato possibile l’ultimo saluto di commiato;
  • Non resta ne tempo ne forza per l’espressione del lutto;
  • Si devono anteporre altre priorità (ba,bini piccoli, oneri finanziari o ereditari);
  • Sono presenti o si aggiungono malattie psichiche come la depressione.

Nella progressione del lutto, nel superstite avviene un processo di integrazione dell’esperienza. La persona infatti integrerà gradualmente l’evento della morte all’interno della sua storia di vita.

Ci sono però delle situazioni che rendono il lutto “complicato”, ossia quando il dolore per la perdita è talmente forte e intenso e di lunga durata da prendere totalmente la vita della persona superstite.

È una forma di dolore che si impadronisce della mente di una persona e che domina la sua intera vita, facendogli sperimentare delle sensazioni di “blocco”.

Anche le situazioni di morte improvvisa o morte per suicidio possono rendere più complicata l’elaborazione del lutto.

Parliamo in questi casi di lutto traumatico.

In questi casi le persone possono sperimentare forti sensi di colpa, processi di auto attribuzione di causa (anche in assenza di specifiche responsabilità)

L’IMPORTANZA DEI “RITI DI PASSAGGIO”

Nonostante le reazioni al lutto possano essere del tutto diverse da persona a persona, ciò che ha da sempre rivestito una grande importanza in tutte le culture, sono i riti funebri.

Se, infatti, da un lato sono orientati ad organizzare il “viaggio finale”, dall’altro sono molto d’aiuto a parenti e amici per superare il lutto.

Questi riti servono ai vivi per poter capire cosa è successo ed entrare in risonanza con il proprio dolore e le proprie emozioni.

I rituali funebri hanno origini antichissime, potremmo dire che è una pratica culturale che accompagna l’uomo dalla notte dei tempi.

Infatti la nascita della spiritualità e della religione avviene in un preciso momento storico, quando l’Uomo di Neanderthal  iniziò a seppellire i suoi morti.

Da quel  momento in poi,  in tutte le culture, ognuna con le sue specificità, nonostante i due mondi, quello dei vivi e quello dei morti, vengano tenuti separati, tra questi avviene un transito, un passaggio.

Esemplificativo è l’esempio  della cultura Romana in cui ai morti venivano messe due monetine sugli occhi affinché essi potessero pagare Caronte, il traghettatore dei defunti, ed essere portati nel regno dei morti.

E così come in ogni cultura vengono seppelliti i morti, in ogni cultura essi vengono “salutati”.

Salutare un caro defunto, dirgli “addio” aiuta ad esplicitare ed elaborare le emozioni e a prospettarsi la vita futura in assenza fisica della persona scomparsa.

COME AIUTARE LE PERSONE IN LUTTO

Sicuramente un importante aiuto per le persone in lutto è dar loro la possibilità di esprimere il dolore e la sofferenza. Dar loro il giusto tempo e il giusto spazio di elaborazione, in quanto solo quando la perdita della persona cara sarà diventata consapevole il lutto potrà veramente essere vissuto.

Se hai bisogno di aiuto per te o per una persona in lutto puoi contattarmi

telefono 392.7090510

mail sonia.minati@gmail.com

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